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«Ci mettiamo all’asta in cambio di un posto di lavoro». È una provocazione forte quella lanciata - con tanto di video su Youtube - da undici lavoratrici precarie, che fino a domenica si occupavano del servizio call center dell’ospedale di Legnano.
Appello web per undici centraliniste dell’ospedale di Legnano. Hanno perso il posto dopo aver lavorato sei anni come precarie.
Da ieri le telefoniste sono all’asta, il loro video è su YouTube: «Ci vendiamo sul Web, sono gradite soprattutto offerte di lavoro…». La denuncia con riffa dura un minuto e 26 secondi. Volti silenziosi, 8 manifesti contro lo «sfruttamento dei precari», una frase in coda: «Ora non ci resta che il silenzio». Non sarà così, certo. La vicenda, raccontata dalla Rdb-Cub, ha già sollevato un polverone. Il punto di partenza è la legge: il decreto del ministro Renato Brunetta «vieta il rinnovo del contratto agl’interinali che hanno lavorato più di tre anni in un quinquennio ».
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Non è possibile che chi ha lavorato per un lungo periodo in una stessa azienda non debba essere necessariamente assunto a tempo determinato, ma debba però lasciare per forza il posto di lavoro. Ovviamente le aziende per risparmiare preferiscono assumere altri lavoratori con contratti a tempo determinato piuttosto che trasformare i precari in lavoratori con contratti a tempo indeterminato.
Questo meccanismo fa sì che allo scadere dei 3 anni nascano altri precari e poi altri ancora… Ciò accadrà finché che non si modificherà la normativa oppure finché in Italia non cambierà la cultura del lavoro o addirittura l’intero sistema economico.