E’ accaduto nel centro murgiano di Santeramo in Colle dove l’allarme è scattato dopo che inutilmente i compagni di gioco della bimba e la mamma avevano cercato di rintracciarla.
Si era nascosta così bene la bimba che giocando a nascondino a finito per non essere rintracciata da amichetti e dalla mamma, che disperata, ha allertato il 112.
I carabinieri hanno vinto la mano a nascondino ma hanno dovuto sudare le proverbiali sette camice per circa un’ora per ritrovare una furbetta bambina di cinque anni, che si era nascosta così bene che né i suoi amichetti né la mamma erano riusciti a scovarla.
La donna, allarmata, ha chiamato il 112 e i militari, dopo estenuanti ricerche, hanno scoperto il nascondiglio: la piccola era nascosta in casa dietro la lavatrice, coperta da un accappatoio.
I carabinieri della locale Stazione l’hanno ritrovata dietro l’elettrodomestico: era divertita, raccontano, perché aveva capito di essere stata brava a non farsi scoprire.
Preso il Robin Hood di Rimini dopo le rapine regalava i soldi.
La sua avvventura è durata poco solo due rapine…peraltro subito confessata la prima e quasi non creduto.
I carabinieri hanno scoperto Pasquale D’Angelo mentre distribuiva banconote da 50 euro, mentre aspettava un taxi per finire di dividere il bottino con i mendicanti della chiesa.
Incensurato e nullafacente, si presentava in giro come “il principe dei ladri”
Rubava ai ricchi per dare ai poveri, e fin qui il paragone con Robin Hood ci sta tutto. Ma a differenza del “principe dei ladri”, Pasquale D’Angelo, 37 anni, di Ginosa (Taranto), si è fatto beccare al secondo colpo, mettendo subito fine alla sua bizzarra carriera criminale.
I militari dell’arma dei carabinieri lo hanno arrestato infatti in un bar di Rimini dove presentandosi come Robin Hood stava distribuendo ai clienti le banconote da 50 euro rapinate qualche minuto prima con una pistola giocattolo in una filiale della Bnl.
I militari, avvisati del colpo da 3.500 euro, si erano precipitati a caccia del rapinatore, ma non credevano certo di trovarsi davanti un personaggio tanto innocuo quanto eccentrico. D’Angelo, nullafacente, con un passato nell’esercito, celibe e con problemi di alcol, era tornato nel locale dove prima di svaligiare la banca si era fatto servire un cointreau per farsi coraggio.
Prima però aveva fatto in tempo a fare il giro dei commercianti della zona, presentandosi come Robin Hood, il ladro che ruba ai ricchi per dare ai poveri, regalando a tutti banconote da 50 euro. Qualcuno si è fatto poche domande e ha intascato l’inatteso regalo. Gli altri, sospettando che ci fosse qualcosa che non quadrava, hanno rifiutato la banconota.
Quando i carabinieri lo hanno individuato aveva appena recuperato la giacca dimenticata nel bar e stava aspettando il taxi fatto chiamare. Non voleva fuggire, ha poi spiegato ai carabinieri, ma fare un salto in chiesa per cercare di finire di distribuire i soldi appena rubati a qualche povero. D’Angelo è incensurato, ma qualche giorno fa, sempre a Rimini, aveva compiuto un’altra rapina, distribuendo l’intero bottino ai barboni della stazione. Subito dopo era corso dai carabinieri per confessarsi. In mancanza di flagranza di reato, i militari si erano limitati però a denunciarlo a piede libero.
Fonte repubblica.it
Tags: arma dei carabinieri, banconote, Cronaca, Curiosità, disavventure, robin hood, Strano ma vero, taxiLo dice il Codacons che insiste sulla vicenda delle multe elevate dai semavelox.
E’ vero, come sostenuto da alcuni Prefetti, che le multe non sono già di per sé nulle, (almeno fino a quando non ci sarà, come richiesto dal Codacons, un provvedimento di autotutela) ma è altrettanto vero che sono annullabili.
E’ sufficiente che il consumatore inoltri ricorso ai giudici di Pace entro 60 giorni dalla notifica della multa.
A dirlo non sono solo i consulenti legali del Codacons ma anche: Prefetto di Lodi che ha già annullato centinaia di multe, l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano e il Direttore Generale della Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero degli Interni. Persino il Tar della Lombardia ha confermato la legittimità dell’operato del Prefetto di Lodi.
Per approfondimenti vai alla fonte Codacons
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Al “porcellum” - soprannominato così in onore di uno dei suoi ideatori, il leghista Calderoli, che l’aveva definito “una porcata” - si è arrivati dopo quasi mezzo secolo di sistema di tipo proporzionale che era stato sostituito nel 1993 (anche in seguito ad un referendum popolare) dalla legge Mattarella (leggi 276/93 e 277/93), detta il “Mattarellum”. Si era così passati ad un sistema elettorale di tipo misto, per un 75% maggioritario ed un 25% proporzionale, ma le due parti venivano collegate attraverso il sistema dello scorporo.
Il disegno di legge n.3633 approvato il 14 dicembre 2005, successivamente trasformato nella legge 270/2005 del 21 dicembre 2005, ha però riportato il sistema al proporzionale, ma con un premio di maggioranza eventuale, ovvero che scatta solo a determinate condizioni.
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Nel Texas, la signora Juliana Cumbo, ha presentato la domanda per ottenere una
licenza per esercitare la professione dell’agopunturista.
Un sogno cullato tutta la vita ma la commissione chiamata ad esaminare le domande,
il Texas State Board of Acupuncture Examiners, ha respinto (ovviamente aggiungo io) la sua in quanto è una non vedente.
Non contenta la donna la non vedente ha presentato la richiesta per ben due volte ma nessuno sembra essersi voluto prendere una responsabilità così grande.
L’avvocato della Cumbo ha detto che così sono stati lesi i diritti civili della sua cliente.
Diversamente la pensa la signora Meng-sheng Lin, responsabile della commissione licenze del Board.
“Sto solo provando a fare il mio dovere - ha spiegato la donna - che è di proteggere il pubblico. Lei andrebbe da un’agopunturista cieca?”
C’è tuttavia chi ritiene che la signora Juliana abbia diritto a quella licenza.
I clienti del resto, sono liberi di scegliere da chi andare e possono valutare l’opportunità di farsi “punzecchiare” o meno da una specialista non vedente.
.…Voi ci andreste? io ho gia terrore di una semplice “Pic indolor”,
figuriamoci se a praticare l’agopuntura è addirittura una non vedente.
