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Al “porcellum” - soprannominato così in onore di uno dei suoi ideatori, il leghista Calderoli, che l’aveva definito “una porcata” - si è arrivati dopo quasi mezzo secolo di sistema di tipo che era stato sostituito nel 1993 (anche in seguito ad un referendum popolare) dalla legge Mattarella (leggi 276/93 e 277/93), detta il “Mattarellum”. Si era così passati ad un sistema elettorale di tipo misto, per un 75% ed un 25% , ma le due parti venivano collegate attraverso il sistema dello scorporo.

Il disegno di legge n.3633 approvato il 14 dicembre 2005, successivamente trasformato nella legge 270/2005 del 21 dicembre 2005, ha però riportato il sistema al , ma con un di maggioranza eventuale, ovvero che scatta solo a determinate condizioni.


Per le elezioni alla Camera si distinguono tre sistemi:

La circoscrizione Estero è divisa in ripartizioni, ciascuna delle quali elegge i a lei assegnati con il sistema puro, senza sbarramenti né premi di maggioranza. In totale la circoscrizione Estero elegge 12 , come previsto dalla opportunamente modificata;La D’ elegge un deputato col sistema ;
Per le altre 19 regioni, i partiti possono coalizzarsi fra loro e per l’assegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere, sommando i voti di tutte le 19 regioni, almeno il 10% dei voti validi espressi e almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 2%. Le liste non coalizzate devono invece ottenere almeno il 4% dei voti. Per le liste coalizzate, esiste una soglia di sbarramento del 2%: i seggi all’interno di ciascuna coalizione sono assegnati tra le liste che hanno raggiunto questa soglia, quelle sotto soglia ma rappresentative di minoranze linguistiche e la migliore lista sotto soglia.
È previsto inoltre un di maggioranza che scatta nel caso in cui una coalizione o singolo abbia ottenuto, sommando i voti di tutte le 19 regioni, la maggioranza relativa. Il prevede l’assegnazione ad essa di 340 seggi, se col normale criterio i seggi assegnati fossero di meno. I rimanenti seggi sono assegnati proporzionalmente alle altre coalizioni e liste.

Anche per il si distinguono tre sistemi:

La circoscrizione Estero elegge 6 , come previsto dalla opportunamente modificata, con lo stesso sistema usato per i ;La D’ e il Trentino Alto Adige eleggono i propri (la D’ ne elegge uno, come previsto dalla ) col sistema , per preservare le minoranze linguistiche, come richiesto dalla ;
Le altre 18 regioni eleggono i propri su base regionale con sistema .
I seggi sono ripartiti tra le regioni, partendo dal numero minimo di sette seggi ciascuna, sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione; il numero esatto di seggi assegnati ad ogni regione viene emanato contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi. Fa eccezione il Molise, al quale la assegna 2 .
I partiti possono coalizzarsi e per l’assegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere almeno il 20% dei voti validi espressi a livello regionale ed almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 3%.

Le liste non coalizzate devono invece ottenere almeno l’8% dei voti validi espressi, sempre a livello regionale.
Nella ripartizione dei seggi su base regionale all’interno delle coalizioni sono ammesse solo le liste collegate che abbiano conseguito almeno il 3% dei voti validi a livello regionale.
Anche il di maggioranza al è su base regionale; la lista o coalizione avente la maggioranza relativa dei voti in una regione ottiene il 55% (arrotondati per eccesso) dei seggi assegnati a quella regione, se col normale criterio ne otterrebbe di meno.
Infine, va notato che al non è assicurata la maggioranza dei seggi alla coalizione che ha ottenuto più voti, poiché i singoli premi regionali potrebbero neutralizzarsi a vicenda e può sia lasciare uguale, sia aumentare che diminuire il numero dei seggi ottenuti da una certa coalizione.

Non è nemmeno garantito, quindi, che nei due rami del Parlamento si formi la stessa maggioranza. Infatti, nel caso del , il di maggioranza rende il risultato dipendente da un elevato numero di fattori variabili che lo rendono di fatto imprevedibile, seppur deterministico.

Sia per la Camera, sia per il , il metodo di voto consiste nell’apporre una croce solo sopra il simbolo di un . Non è prevista la possibilità di scrivere una preferenza all’interno di un in quanto le liste sono bloccate e i seggi destinati ad ogni sono assegnati ai candidati secondo l’ordine con il quale compaiono in lista, così come stabilito in sede di presentazione delle liste stesse.

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