Guazzabuglio

Google Bombing non è passato di moda

Fino a poco tempo fa ricercando su Google il termine “miserable failure” in cima ai risultati si trovava la pagina web relativa alla biografia di George Bush, il presidente degli Stati Uniti.

Questo risultato è il frutto del cosiddetto “Google Bombing” che si ottiene quando bloggers molto quotati ed importanti in tutto il mondo ed altri siti autorevoli (in termini di page rank e posizionamento) puntano links verso una determinata pagina web utilizzando il medesimo anchor text; nel caso di cui sopra l’anchor text utilizzato è stato, evidentemente, “miserable failure”.

Questa tecnica funziona in quanto Google posiziona le pagine web tenendo in particolare conto (tra gli altri fattori) il testo di ancoraggio utilizzato dai siti che puntano links verso di esse.

La tecnica funziona altrettanto bene su Yahoo! e Microsoft Windows Live (ex Msn) in cui il parametro dell’anchor text è tenuto in grande considerazione.

Google ha affermato ufficialmente di aver provveduto a raffinare il proprio algoritmo in modo che esso non risenta più di queste operazioni, eliminando il Google Bombing e, di fatto, se effettuiamo ora la ricerca “miserable failure” su google.com, vediamo che la pagina web con la biografia di Bush non compare più nei risultati della prima pagina.

Problema risolto dunque? Niente affatto.

Come avviene di consueto Google non è sceso nei particolari per spiegare come vengono “indirizzate” le Google Bombs e come avviene che l’impatto negativo degli ancoraggi di testo venga “disinnescato”. Quello che appare chiaro è che comunque il cambiamento sembra riguardare situazioni molto specifiche e sebbene Google abbia assicurato che non si tratta di interventi manuali ma di processi automatici dell’algoritmo, molti operatori e addetti del mondo Seo nutrono forti dubbi in merito.

Una conferma del fatto che il Google Bombing funziona ancora viene proprio dall’Italia, dove, inserendo la chiave di ricerca “merda” (chiediamo venia per l’esempio poco raffinato) si otteneva, fino a poco tempo fa, come leader dei risultati di Google il nuovo portale istituzionale tanto pubblicizzato dal governo (e forse proprio per questo tanto disprezzato da molti in quanto visto come tentativo di istituzionalizzare il web) Italia.it.

Questo esempio ci conferma che l’ancoraggio di testo è ancora usato come variabile fondamentale del ranking.

Autore: Stefano Mc Vey da www.cduweb.com

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