Scomparve 3 mesi fa: tornato a casa
È tornato a casa Alberto Zabbialini, il 28enne di Muscoline,
piccolo paese del Bresciano, che tre mesi fa si era allontanato di
casa, credendosi affetto da una grave malattia. Da ieri sera il giovane
è di nuovo in compagnia dei genitori. A confermare la notizia
è stato il sindaco del paese Albino Zabbialini, che ha sentito
poco fa il padre. «È finito un incubo – racconta il
sindaco – queste le parole della madre nel confermarmi la bellissima
notizia». Per diverso tempo erano state date segnalazioni della
sua presenza nel Savonese.
piccolo paese del Bresciano, che tre mesi fa si era allontanato di
casa, credendosi affetto da una grave malattia. Da ieri sera il giovane
è di nuovo in compagnia dei genitori. A confermare la notizia
è stato il sindaco del paese Albino Zabbialini, che ha sentito
poco fa il padre. «È finito un incubo – racconta il
sindaco – queste le parole della madre nel confermarmi la bellissima
notizia». Per diverso tempo erano state date segnalazioni della
sua presenza nel Savonese.







Si capisce benissimo che la sentenza di “positività ad una malattia contagiosa dall’esito letale” farebbe riferimento all’Aids. Strano modo di informare da parte della Televisione… Purtroppo per i disinformatori televisivi e per fortuna per i “malati” che sempre più casi (censurati) di cosiddetti “sieropositivi” si risolvono in nulla di fatto (per la malattia) ed una “rinascita” dei condannati. Condannati come lo doveva essere Zabbialini… In realtà anche se fosse risultato positivo al test (test che servono più ai venditori di kit che non alla gente) la sua vita avrebbe potuto rimanere quella di sempre… Purtroppo però lui sapeva che sin dall’inizio della “grande menzogna”, innumerevoli passerelle di personaggi oramai noti avevano concorso a produrre una serie di tragedie: suicidi, omicidi, rapine con la siringa, bambini rifiutati negli ospedali e a scuola, prostitute alla fame, sieropositivi espulsi dal lavoro o ributtati nella droga, cacce all’untore. Tutti questi orrori avevano la loro comune matrice nella infondata e irresponsabile esagerazione del “pericolo AIDS” promossa dalle autorità sanitarie e dalla televisione. I sieropositivi furono presentati come “condannati a morte” nel giro di 18 mesi. Così molti furono convinti a gettarsi nella tossicodipendenza: se dovevano morire, era meglio morire col conforto della droga. In realtà il virus HIV è innoquo e non è mai stato possibile confermare che causi l’AIDS, che non è una malattia contagiosa e non si trasmette con i rapporti sessuali. Inoltre: usare il preservativo permette di evitare le VERE malattie a trasmissione sessuale e non fa fare figli, ma non mette al riparo dall’Aids. L’Aids è un insieme di 30 patologie diverse, e l’immunodeficenza è causata dall’uso reiterato di droghe (pesanti o ricreative). Approfondimenti sul libro “Aids, il Virus inventato” di Peter Duesberg e sul mio blog Pandemia 1918 dove Celia Farber ci spiega l’epopea dei sopravissuti all’HIV, che non si deve sapere che esistono perché sono la prova vivente che l’AIDS è una grande menzogna. Grazie per l’attenzione
Pandemia 1918